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05.09.2011 - Acqua Hera: a Forlì-Cesena è garantita da più di 14.000 analisi

laboratorio analisi
Tecnico Hera al laboratorio analisi

Dagli impianti al contatore domestico, passando per la rete acquedotto, sono circa 400.000 (1.100 al giorno) le analisi compiute da Hera nel 2010 sulle acque potabili, cui si aggiungono le oltre 300.000 analisi effettuate dalle Aziende Usl del territorio.
Per quanto riguarda nello specifico i controlli eseguiti lungo la sola rete di distribuzione e sui principali 16 parametri che definiscono la qualità dell’acqua, sono stati 64.915 nel 2010. Di questi, 14.181 sono stati effettuati nel territorio gestito dalla Struttura Operativa Territoriale di Forlì-Cesena.
I dati sono alcuni fra i tanti che emergono dal report “In buone acque” pubblicato da Hera e presentato ufficialmente la Genova nell’ambito del Festival dell’Acqua organizzato da Federutility.

Giunto alla sua 3° edizione, il Report ha l’obiettivo di verificare e comunicare la qualità dell’acqua erogata sulla base di parametri misurabili e confrontabili, sia rispetto ai limiti di legge che alle etichette delle acque in bottiglia.  Un modo in più per rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti di un’acqua che non è semplicemente potabile, ma anche sicura per la salute, vantaggiosa per l’ambiente ed economica.

Il Gruppo Hera esegue in media 1.100 analisi al giorno su tutta la filiera   
Sfogliando le 80 pagine del rapporto si evince come sull’acqua potabile fornita da Hera sia garantito un controllo costante lungo tutta la filiera di produzione, dal prelievo fino alla distribuzione.
In particolare nel 2010 i laboratori del Gruppo hanno effettuato 398.587 analisi, 1.100 al giorno, compiute su campioni d’acqua prelevati presso i 326 impianti di potabilizzazione, 1.415 punti di captazione e lungo oltre 31mila km di rete nelle provincie di Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, oltre ad alcuni comuni toscani e marchigiani. Il risultato finale di questo impegno è un’acqua che oltre ad essere buona da bere, si può considerare assolutamente sicura, conforme ai limiti di legge praticamente nella totalità dei casi (99,8%).
I principali dati sul territorio di Forlì-Cesena
A fronte di una rete acquedotto che in Provincia di Forlì-Cesena misura circa 4.000 km, Hera ha eseguito nel 2010 14.181 analisi sui 16 principali parametri che definiscono la qualità dell’acqua. Inoltre, le concentrazioni medie di 6 parametri, selezionati in quanto a più alto tenore di tossicità secondo l’Organizzazione Mondiale Sanità (clorito, trialometani-totale, tetracloroetilene+tricloroetilene, nitrato, nitrito, antiparassitari-totale), sono risultate inferiori ai limiti di legge dell’84,3%.
Simili risultati confermano anche la validità dei processi di trattamento cui l’acqua è sottoposta prima di essere immessa nella rete di distribuzione: a Forlì-Cesena il 15% dell’acqua è trattata con la sola disinfezione, mentre l’85% prevede anche trattamenti più complessi.
Ai controlli direttamente eseguiti da Hera, si aggiungono quelli svolti dall’Azienda Usl: 507 campioni prelevati negli impianti di distribuzione della Provincia di Forlì-Cesena sono stati esaminati nel solo 2010.
Con l’acqua di rete impatto ambientale 200/300 volte inferiore rispetto all’acqua in bottiglia
Considerata la cosiddetta “impronta ecologica” dell’acqua si è misurato che per 1.000 litri di acqua del rubinetto, l’energia e i materiali impiegati “consumano” fra gli 1,2 e i 2,1 metri quadri di terreno, mentre 1.000 litri di acqua in bottiglia “consumano” fra i 469 e i 613 metri quadri, vale a dire 200/300 volte di più.
Considerando inoltre gli 11 miliardi di litri di minerale consumati, l’Italia utilizza per la produzione dell’imballaggio 350mila tonnellate di PET, pari a 665mila tonnellate di petrolio e provoca l’emissione di 1 milione di tonnellate di CO2, l’equivalente di 6,8 milioni di cassonetti di plastica da trattare ogni anno.

 
Il Report 'In buone acque' è disponibile on line